Home / Storia della Motobi

Storia della Motobi

L’ingegnere Giuseppe Benelli ed i suoi 5 fratelli, hanno fondato nel lontano 1911 l’ Officina Meccanica di Precisione.

Nonostante il carattere meno spinoso dei fratelli egli si trova spesso in netto contrasto con loro e, nel 1948, reputate insanabili le divergenze di vedute, lascia la direzione dell’azienda deciso ad iniziare una propria attività, sempre nella natia Pesaro.

La seconda guerra mondiale è appena terminata e, nonostante la ripresa economica sia in fase iniziale, l’ing. Giuseppe ritiene che il futuro nel settore della motorizzazione possa essere a vantaggio delle quattro ruote a scapito delle due ruote e, ancora una volta in disaccordo con i fratelli che non condividono tale intuizione, inizia la progettazione di un’autovettura .

Il 19 luglio 1946 il Conte Guglielmo Castelbarco Albani scrive: ?sig. Ing. Giuseppe Benelli, a seguito del nostro colloquio a Pesaro ho parlato recentemente a lungo e molto praticamente con il sig. Berretta e con un altro grande finanziere di qui. Ambedue mi hanno autorizzato e assicurato del loro appoggio ad intavolare serie trattative con Lei per la creazione di un’auto utilitaria??.

Della vettura progettata, B B C dalle iniziali dei tre artefici del progetto: Benelli, Beretta, Castelbarco, sono realizzati tre prototipi. Il primo, completato e consegnato a Beretta è una berlina a due porte e quattro posti dalla linea molto elegante ? la carrozzeria è stata disegnata da Alberto Rosso, noto carrozziere di Torino ? il motore è un bicilindrico a V di 600 cc, raffreddato ad aria di chiara derivazione motociclistica. La fase iniziale di messa a punto è eseguita a Brescia dal meccanico pesarese Magnani (in forza negli anni Trenta al reparto corse Benelli) ma dopo qualche tempo Pietro Beretta si ritira dal progetto, sembra su pressione della Fiat.

Abbandonato il progetto automobilistico Giuseppe Benelli, ritorna al vecchio amore: le due ruote. Nel dicembre 1949, infatti, viene fotografato a Pesaro il primo esemplare di quello che sarebbe stato il capostipite di una lunga serie di modelli: il B 98 (soprannominato ?balestrino? per via del molleggio posteriore garantito da una piccola balestra posta sotto il forcellone). Si tratta di una moto leggera molto originale di 98 cc a due tempi con la classica forma ad uovo del motore e il cilindro orizzontale che contraddistinguerà tutte le Motobi fino agli anni settanta.

Nel 1950 le prime B 98 escono da un piccolo locale in fondo al Corso XI Settembre, in attesa della realizzazione dello storico stabilimento sito in Strada Adriatica n. 44. Nel 1951 il B 98 viene affiancato da un modello lusso e dal motofurgone ?Rurale?, il cui lancio pubblicitario viene realizzato con lo slogan: ?Più economico del somaro. L’asino mangia tutto l’anno e trasporta con velocità assai ridotta?.. Il Rurale, consuma soltanto e ben poco quando il colono ha la necessità di recarsi nei centri abitati?. Successivamente la Serie dei B incrementa la cilindrata passando a 100 cc, 115 cc, fino ad arrivare a 125 cc, sempre a due tempi.

Nel settembre del 1953 iniziano le consegne del nuovo bicilindrico di 200 cc a due tempi denominato ? Spring Lasting? che sta a significare slancio, forza elastica combinata con dolcezza di spinta e dolcezza di funzionamento e l’anno seguente entrano in produzione l’Ardizio (come il colle pesarese) monocilindrico di 125 cc a due tempi ed il ciclomotore B 44 con telaio misto in tubi e lamiera stampata, forcella anteriore a parallelogramma, motore a due tempi di 43,9 cc applicato a sbalzo all’estremità di un braccio fissato al mozzo della ruota posteriore a cui trasmette il movimento mediante un rullo, probabilmente il più originale ciclomotore degli anni Cinquanta.

Nel novembre 1954 viene sostituito il logo da : ?Brevetti Ing. Giuseppe Benelli? a MOTOBI, per non creare confusione commerciale con la Moto Benelli che, chiaramente, è diventata una concorrente. Nello stesso anno Giuseppe Benelli si ammala; viene così assunto Piero Prampolini, un ottimo tecnico, al quale è assegnato subito il compito di progettare un nuovo motore di 125 cc e 175 cc , sempre con il classico e collaudato schema ad uovo, ma a quattro tempi.

Gli slogan commerciali del 1955 : ? La Svizzera nell’arte degli orologi, Pesaro nell’arte del motociclo, MOTOBI: ?l’aristocratica fra le moto?. Entrambi gli slogan sono di buon auspicio per il mondo delle corse, infatti, semplicemente trasformando le moto di serie la Casa pesarese ottiene incredibili risultati: Rippa è 1° a Teramo il 9 giugno, Rinaldi 2° a Grosseto il 29 maggio, a Torino il 5 giugno e a Teramo il 9 giugno. Soltanto dopo venti giorni dalla prima apparizione sui campi di gara, il 19 giugno, 8 Motobi 250 cc prendono il via alla Milano ? Taranto, famosa e massacrante gara di gran fondo, piazzandosi nei primi 5 posti. Alla fine della stagione il campionato Italiano juniores cat 250 cc è vinto da Silvano Rinaldi su Motobi 250 cc. Ma dal punto di vista commerciale il 1955 non è una buona stagione: solo 3610 motociclette delle 4802 prodotte sono vendute. Nel 1956, al Salone del Motociclo, vengono presentati due nuovi modelli a 4 tempi: l’Imperiale 125 cc ed il Catria 175 cc. Saranno questi modelli a far risplendere al massimo il marchio Motobi sia sui circuiti che sulle strade di tutto il mondo. In questo anno vengono prodotte 3089 motociclette e vendute 3137. Nel 1957 si ha una vasta gamma di modelli e tipi, tutti derivati da un unico modello di base così da avere minori problemi di carattere costruttivo e maggiori vantaggi dal lato commerciale. All’interno della fabbrica si eseguono soltanto lavori di maggiore esigenza mentre vengono affidati all’artigianato locale o di altre città, le lavorazioni di gran parte dei particolari. Così la Motobi si mantiene agile, con poca mano d’opera e la possibilità di eseguire il lavoro in base all’andamento stagionale e l’esigenze di mercato. Dell’Imperiale 125 nasce la versione sport e la serie Sprite che, con il modello Barracuda varcherà l’oceano per invadere le strade degli Stati Uniti. Del Catria 175 seguiranno le versioni sport, derivate di serie e scooter. Come nel 1956, si vendono più motociclette di quelle prodotte ( 2854 prodotte, 3303 vendute) diminuendo le scorte di magazzino accumulate nel 1955.

Il 9 novembre del 1957 muore a 68 anni Giuseppe Benelli e l’azienda è affidata ai figli Luigi e Marco. Verso la fine del 1958 le moto di cilindrata oltre 75 cc hanno visto diminuire gli acquirenti decisamente orientati verso scooter e ciclomotori. La Motobi , che ha intuito per tempo questo cambiamento di mercato, ha ridotto la costruzione delle moto a favore degli scooter ed è la prima casa motociclistica ad avere uno scooter a quattro tempi utilizzando il motore Catria 175. Lo scooter in Italia è molto richiesto ed il motore a quattro tempi raccoglie preferenze per il 90%. Anche il mercato dell’esportazioni pare offrire uno sbocco per forti quantitativi anche perché l’industria motociclistica tedesca, grande concorrente, ha convertito ad altre lavorazioni diverse aziende del settore motociclistico essendo diminuite, per un maggiore benessere, le richieste delle due ruote. Nel 1959 la produzione è raddoppiata rispetto all’anno precedente, portandosi a 3000 unità sia per il successo dei nuovi modelli di moto sia per quello dello scooter 175 ed 1/3 della produzione viene esportato. Inoltre la stagione sportiva della Motobi è la più brillante dalla sua nascita: Campione d’Italia juniores classe 175 con Ennio Ambrosi, Campione del Belgio classe 250 e Campione del Cile classe 175 e 250. Questi successi rafforzano ancor di più il prestigio della casa pesarese in Italia e all’estero. Agli inizi degli anni sessanta c’è sempre più richiesta di scooter di piccola cilindrata per i seguenti motivi:

•  il nuovo codice della strada impone ai ciclomotori una velocità non superiore ai 40 Km/h ed il divieto di trasportare due persone.

•  La motorizzazione è arrivata alle classi meno abbienti che richiedono mezzi economici sia come prezzo iniziale che come costo d’esercizio, le moderne concezioni tecniche permettono di ottenere prestazioni che una volta si ottenevano solo con una maggior cilindrata.

•  Il motore quattro tempi ha il vantaggio di maggiori prestazioni e minor consumo ed infine la ruota alta permette una marcia più sicura sull’asfalto bagnato e sulla strade sconnesse. Tutte queste premesse inducono la Motobi a prevedere per il 1960 una produzione di circa 4000 scooter Picnic con motore di 75 cc a quattro tempi e ruote alte di 16 pollici. La casa pesarese continua a mietere successi sportivi: Genunzio Silvani si laurea campione Italiano della classe 175 e il pesarese Paolo Baronciani, pilota ufficiale Motobi , conquista il campionato Italiano cadetti con dieci vittorie su undici gare disputate. Nel 1961 sarà un altro pesarese, Cristoforo Fattori a far suo il titolo Italiano, oltre a importanti vittorie oltre oceano. Nel 1962 il sopraggiungere di difficoltà economiche inducono la Benelli ad assorbire la Motobi per meglio fronteggiare la crisi dell’industria motociclistica, pur mantenendo la Motobi una propria autonomia, sia come modelli, sia dal punto di vista sportivo che continua ad essere molto fruttuoso. Nel 1963 sono 27 le gare vinte dalla Motobi nelle categorie 125, 175, e 250, compreso il campionato d’Europa della Montagna classe 250 con Tenconi ed il campionato Italiano della Montagna classe 125 cc con Balestrieri. Nel 1964 ammontano a 42 le gare vinte con vari piloti fra cui i nostri Paolo Campanelli ed Eugnio Lazzaroni oltre al campionato nazionale del Cile classe 50, 125, 175, e 250. Nel 1965 sono 28 le vittorie compreso il campionato Laziale della montagna, il campionato di Francia Sport ed il campionato nazionale delle Filippine. Questi successi fanno si che la Casa pesarese sia ancor più apprezzata e conosciuta e determinano un ulteriore sviluppo tecnico per i modelli di serie ed un ampliamento della gamma; nascono alcuni ciclomotori che faranno famosa anche la Moto Benelli come: Motorella, Mini Bike, City Bike, Gentleman, Bobo, Export, Sprint, America, California, Trial. Alcuni di essi con i dovuti restayling saranno prodotti fino agli anni Novanta.

Nel 1966 troviamo alla guida di una Motobi, in veste privata, il giovane Luciano Battisti,

che mette subito in luce le Sue capacità tanto da disputare l’anno seguente, grazie a Salvatore Baronciani, il campionato 250 con una moto ufficiale. Nel 1969 è l’ultimo anno in cui la Motobi partecipa in maniera ufficiale alle competizioni e la stagione termina con 19 vittorie e due campionati Italiani classe 175 e 250. In dodici anni di gare i risultati ammontano a circa 2000 vittorie, 27 campionati nazionali juniores e della montagna nelle classi 125, 175 e 250 ed in gran parte si devono a Primo Zanzani, storico responsabile del reparto corse, che ancora oggi realizza repliche di quelle magnifiche moto.

Il marchio Motobi viene portato avanti per alcuni anni anche nella gestione De Tomaso con i bicilindrici 125 e 250 a due tempi ed il bicilindrico Tornado 650 a quattro tempi quindi un lungo periodo di oblio sino alla breve apparizione nel 2002 nella gestione Merloni, che avrebbe voluto rilanciare questo marchio glorioso con una serie di scooter e motocicli a carattere sportivo, senza ottenere però alcun successo.

Tutta la produzione realizzata in circa 25 anni è esposta presso i locali delle Officine Benelli a Pesaro in Via Mameli sede del Moto Club Pesato T. Benelli e del Registro Storico Benelli.